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Come sono fatte le vene?

Per comprendere meglio come le vene possono ammalarsi, è importante comprendere la loro struttura e le differenze che le distinguono dalle arterie

Le arterie, infatti, pur apparendo più piccole rispetto alle vene, presentano una parete più spessa perché sono sottoposte ad una pressione elevata generata dal cuore. Le arterie oltre che resistenti devono essere anche molto elastiche per resistere alla pressione generata dal cuore e per adattarsi alle condizioni ambientali cambiando il loro diametro (vasocostrizione/vasodiltazione). Per questo la loro parete è molto più ricca di fibre muscolari rispetto alle vene ed è per lo stesso motivo che, anche quando sono vuote, le arterie mantengono il loro diametro.

Come sono fatte le vene

Come si formano le vene varicose?

Le vene hanno una parete più sottile delle arterie e quando sono vuote tendono a collassare, apparendo flaccide e appiattite.

Un’altra importante differenza strutturale fra arterie e vene è la presenza in queste ultime delle così dette valvole a nido di rondine che hanno il compito di impedire al sangue di defluire contro corrente a causa dell’effetto della forza di gravità. Queste valvole hanno un verso e quando sono perfettamente efficienti si chiudono, evitando che il sangue torni indietro. Tuttavia, quando queste valvole perdono la loro tenuta meccanica, la forza generata dalla pompa muscolare si scarica sulle pareti delle vene che essendo prive della rigidità meccanica, che invece abbiamo visto nelle arterie, tendono a divaricarsi portando alle vene varicose.

Sintetizzando il meccanismo fisiopatologico alla base del danno venoso è possibile dire che esso si basa sulla ridotta continenza della parete venosa alla quale seguono la dilatazione delle vene perforanti, l’incontinenza valvolare, l’ipertensione emodinamica, la dilatazione del circolo superficiale e l’aumento della spinta idrostatica. Questo si traduce in un rallentamento del flusso, con ristagno di sostanze del catabolismo cellulare (rifiuti prodotti dalle cellule) e conseguente infiammazione dei tessuti connettivi circostanti.