Rigenerarti®

Il razionale del protocollo

Gambe più leggere dalla prima seduta

RigenerARTi utilizza un protocollo vincente perché considera il paziente a tutto tondo e non solo le sue vene. Il trattamento in più sedute consente una finestra temporale più lunga nella quale è più facile prendersi cura del paziente, individuando i fattori di rischio e valutandone la loro incidenza al fine della successiva correzione.

Inoltre, l’approccio sistemico finalizzato alla riduzione dell’inflammaging (infiammazione cronica che fa invecchiare l’organismo più velocemente) rallenta l’invecchiamento di tutti i tessuti e non solo delle vene. Con risultati apprezzabili fin dalla prima seduta e la percezione di gambe più leggere.

Come funziona il protocollo RigenerARTi ?

Per consentire la rigenerazione delle vene, RigenerARTi si basa su un approccio sistemico al problema con tre principali obbiettivi terapeutici:

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La parete delle vene

Viene trattata con la TRAP, acronimo di Fleboterapia Rigenerativa Tridimensionale Ambulatoriale, una tecnica terapeutica (ideata dal chirurgo plastico genovese Sergio Capurro e opportunamente perfezionata dal dott. Scarpa) che interrompe il circolo vizioso alla base dell’ipertensione emodinamica dell’arto.

Come ha brillantemente intuito Capurro: “La scleroterapia, le flebectomie, la safenectomia, il laser, la corrente ad alta frequenza e le legature funzionali intervengono sull’effetto della patologia e non sulla causa, intervengono su qualche vena dilatata senza comprendere che la terapia della malattia varicosa ha come obbiettivo l’eliminazione dell’ipertensione emodinamica venosa nel circolo superficiale e perforante dell’arto.

Obliterare e rimuovere le vene superficiali dilatate come fanno le metodiche tradizionali significa eliminare la valvola di sfogo di un’ipertensione che le tecniche tradizionali non sono in grado di trattare. La rimozione e l’obliterazione della valvola di sfogo genera ulteriori vene varicose e teleangectasie. Se si persevera nell’asportare o obliterare le vene del circolo superficiale le dilatazioni (valvole di sfogo) si formano nelle vene non visibili, perforanti e comunicanti, e sono più difficili da trattare.” 

Al contrario la TRAP si basa sull’iniezione di una soluzione rigenerativa che ha un effetto antiinfiammatorio e tende a rafforzare le vene senza danneggiarle. Questi effetti per potersi stabilizzare devono essere supportati da una terapia elastocompressiva adeguata che consente alle vene di tornare nuovamente continenti facendo sparire alla vista varicosità, venule e teleangectasie pur mantenendo la vena integra. Per questo motivo il protocollo prevede l’uso di una particolare calza registrata come dispositivo medico che garantisce un’elastocompressione progressiva e adeguata dalla pianta del piede sino alla coscia.

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Infiammazione sistemica – Inflammaging: cos’è e come si combatte

Le vene, come la gran parte dei nostri tessuti, invecchiano e lo fanno molto più rapidamente se sono sottoposte ad una infiammazione continua seppur lieve. La patogenesi infiammatoria, infatti, è alla base di numerose malattie tipiche della vecchiaia.

Numerose evidenze scientifiche suggeriscono che il sistema immunitario innato sia un fattore importante in queste malattie croniche. Le risposte infiammatorie, spesso alterate dalla nostra alimentazione e dal nostro stile di vita, sembrano essere il grilletto che attiva il danno tissutale.

In questo senso il modello dell’inflammaging ci fornisce un utile sistema per comprendere il meccanismo che lega l’infiammazione all’invecchiamento e quale sia la chiave per invecchiare senza che l’infiammazione danneggi i nostri tessuti.

Il termine Inflammaging, coniato dal Professore Claudio Franceschi, rappresenta la fusione delle due parole inglesi “inflammation” ed “aging” ovvero infiammazione e invecchiamento.  Si tratta di un processo infiammatorio liminare, una stimolazione continua, subdola e asintomatica del sistema immunitario, che nel lungo periodo favorisce un invecchiamento precoce dei tessuti e di tutto l’organismo. È quindi un tipo di infiammazione che non ha sintomi visibili, ma effetti sistemici su tutto l’organismo, che vengono considerati, da alcuni ricercatori, responsabili della comparsa di malattie cronico degenerative, cardiovascolari, cerebrali ed epatiche.

I fattori che stanno alla base dell’inflammaging sono sostanzialmente:

a) l’alterazione della permeabilità intestinale che di solito è correlata ad una disbiosi. In questo caso l’intestino non è più impermeabile e fa si che alcune molecole, che dovrebbero essere eliminate, entrino in contatto con il sangue creando una reazione infiammatoria. Questo principio è alla base di tutti quei casi di “finta” celiachia, cioè pazienti che hanno un quadro clinico di celiachia pur non avendo la positività al test genetico;

b) un’alimentazione scorretta con picchi glicemici che porta all’acidosi metabolica, così come la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS) e radicali liberi non compensata o ancora un’eccessiva produzione di acidi grassi (azione pro-infiammatoria), come l’acido arachidonico.

Come contrastare i danni dell’infiammazione sistemica cronica?

Al fine di combattere i danni dell’infiammazione sistemica cronica di basso grado ed il conseguente invecchiamento precoce dell’organismo, dopo aver eseguito un chek-up ematochimico completo per valutare i fattori di rischio ed eseguito una bia/biva (bioelectrical impedance vector analysis) forniamo un protocollo nutrizionale metabolico personalizzato finalizzato a:

                • raggiungere o mantenere il peso corporeo costante, evitando sbalzi glicemici;
                • convertire massa grassa in massa muscolare;
                • trattare e risolvere eventuali disbiosi intestinali;
                • riequilibrare il rapporto tra sistema nervoso simpatico e parasimpatico;
                • individuare il corretto stile di vita, eliminando le cattive abitudini.
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Infiammazione dei tessuti periferici

La reazione immunitaria alle sostanze che hanno passato la membrana intestinale crea degli immunocomplessi che vanno a intasare i capillari del microcircolo o a danneggiare la parete dei piccoli vasi. Allo stesso modo un’alimentazione scorretta, che porta ad acidosi metabolica, tende a danneggiare i vasi sanguigni. Il mal funzionamento del microcircolo fa si che i tessuti più periferici non vengano adeguatamente ossigenati e non vengano drenati efficacemente dalle sostanze di scarto. Questa situazione manda in sofferenza i tessuti creando un quadro infiammatorio che ne altera le caratteristiche strutturali e la consistenza rendendoli più duri, pastosi e più dolenti ma anche creando un danno estetico.

La carbossiterapia

Parallelamente alla rigenerazione delle vene è possibile trattare specificatamente in modo mirato i tessuti periferici con la carbossiterapia.

Si tratta di una tecnica di infiltrazione dei tessuti con anidride carbonica, un gas che ha maggiore affinità dell’ossigeno con l’emoglobina. A causa di ciò i globuli rossi sono costretti a rilasciare tutto l’ossigeno che hanno per poter portare via l’anidride carbonica, dando luogo ad una iperossigenazione relativa dei tessuti sofferenti con un miglioramento degli stessi. Inoltre, l’infiltrazione dei tessuti con il gas crea dei microtraumi che l’organismo deve riparare, consentendo una rigenerazione del tessuto stesso.