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Benessere delle gambe, conosciamo i capillari

Il microcircolo è rappresentato dalle più piccole ramificazioni del sistema circolatorio con un diametro compresro fra i 4–8 μm dei capillari più sottili fino ad arrivare ai 100 μm delle arteriole.

La componente più piccola del microcircolo è rappresentata dai capillari

 

Il capillare è un piccolo vaso sanguigno situato all’interno dei tessuti che rappresenta il punto di giunzione fra arterie e vene o meglio fra i rami più piccoli delle arterie dette arteriole e le venule.

Queste strutture sono un punto cruciale per il circolo sanguigno e come vedremo per il mantenimento dell’omeostasi.

Oltre a rappresentare la terra di mezzo fra le arterie e le vene, essi sono costituiti da un’unica cellula che nelle zone prossimali è avvolta al proprio interno da una seconda cellula endoteliale. L’endotelio per molti anni è stato considerato un mero rivestimento della parete vasale, ma adesso sappiamo che si comporta come una ghiandola e reagisce a stimoli in gran parte generati dal sangue per produrre sostanze che vasocostringono o vasodilatano. Queste sostanze hanno come target la stessa cellula che li produce (attività autocrina) e le cellule vicine (attività paracrina).

Inoltre, i capillari sono dotati di una straordinaria autonomia nella regolazione della circolazione del sangue che in questo caso è governata da fattori tissutali locali e non dal sistema nervoso centrale. Arterie e vene sono innervate in modo diretto dal sistema nervoso autonomo. Queste fibre nervose tengono sotto stimolazione minima ma continua la parete dei vasi. La “tensione” generata dal sistema nervoso simpatico è detta tono vasomotore e rappresenta un’efficientissimo sistema in grado di variare il ritorno del sangue al cuore svolgendo, così, un ruolo importante di adattamento del sistema cardiovascolare al caldo/freddo, agli sforzi fisici, o alle variazioni di quota.

I capillari non sono soggetti a questo tono vasomotore, ma solo agli stimoli biochimici dei tessuti in cui sono immersi e agli stimoli generati dall’interazione fra sangue ed endotelio. Questo elemento, unito al fatto che i capillari con i loro 4 μm sono solitamente più piccoli dei globuli rossi (5,6μm), fa sì che questi ultimi debbano mettersi non solo in fila indiana, ma anche deformarsi leggermente per poter attraversare il capillare, generando tutta una serie di conseguenze sull’adeguata ossigenazione dei tessuti.

Il movimento dei globuli rossi all’interno del microcircolo gioca un ruolo importante nel determinare le resistenze al flusso sanguigno e nella distribuzione della componente corpuscolata del sangue all’interno di una rete microvascolare.

I globuli rossi, infatti, in condizioni di buona salute sono dotati di una miriade di cariche negative che generano la repulsione fra l’uno e l’altro e ciò facilita di molto il passaggio nei capillari, seppur in fila indiana. Grazie allo stretto rapporto fra endotelio e globuli rossi è possibile un efficiente scambio di gas e sostanze.

In condizioni di acidosi dell’organismo, tipico di un’alimentazione troppo ricca di carboidrati ma non solo, il sistema tampone del sangue riduce questa forza di repulsione per mantenere il pH entro i limiti, ed il prezzo da pagare è il venire meno della forza di repulsione dei globuli rossi che tenderanno ad impilarsi e ad incollarsi, rendendo più difficile il transito all’interno dei capillari.

A complicare ulteriormente le cose bisogna considerare che in condizioni patologiche c’è un aumento della pressione sui vasi sia arteriosi che venosi; la prima risposta di adattamento all’aumento della pressione è la formazione di una tortuosità dei vasi, cioè i vasi per cercare di abbassare la pressione tendono a deformarsi presentando curvature e in certi casi veri e propri angoli retti. Questa situazione ha un impatto incredibilmente negativo sul passaggio dei globuli rossi.

Anche la transizione dal flusso laminare a quello turbolento è più facilmente osservabile nei microvasi più grandi o più curvi. Infine, si osserva che il profilo di velocità del flusso primario è inclinato verso la parete interna del vaso curvo, cioè il fluido vicino alla parete interna scorre più velocemente di quello vicino alla parete esterna. Ciò è contrario al buon senso nei grandi vasi curvi. Si è scoperto che questa asimmetria della velocità dipende dalla curvatura del vaso, nonché dalle forze viscose e inerziali e quindi dalla pressione. Questo giustifica quanto sia importante avere un corretto bilancio idrico e un’adeguata pressione nel circuito.